CENNI STORICI

San Donato di Tagliacozzo deve la sua denominazione alla chiesa di San Donato esistente nell’alto del paese, nell’attuale località “Porta”. E’ stato fondato nel 891, nel luogo ove sorge, dagli abitanti di San Andrea e San Nicola del Tibulare. Queste due chiese, con le case dei fedeli, sorgevano a circa 800 metri dall’attuale luogo ove sorge San Donato e precisamente nella località denominata “Fonteraca”.
Questo luogo, esposto a mezzogiorno, doveva essere al tempo dell’Impero Romano un luogo di soggiorno gradito e frequentato per il suo clima dolce, per la salubrità dell’aria, per la fertilità del suolo, ricco di messi e di piante fruttifere e per l’esistenza di molte erbe oleose ed aromatiche. Numerose ville romane dovevano sorgere in tale località; ciò è convalidato dal fatto che vi passava un tratto della via Valeria, che conduceva a Roma, e perché alcuni resti dell’antichità sono stati quivi ritrovati. Tra i resti fu ritrovato un cippo cilindrico avente in rilievo due pesci e due uomini appoggiati ad un albero carico di frutta. Si riteneva che tale sarcofago fosse stato eretto al poeta Tibullo, il quale doveva avere quivi una villa ed in suo ricordo il villaggio venne chiamato Tibulare. Tale ipotesi può avere credito dato che Tibullo, morto nell’anno 18° prima di Cristo, era malaticcio, e può darsi che sia venuto nelle nostre parti a respirarvi aria più sana ed a bervi l’acqua della sorgente detta “Fonteraca” molto indicata per le cure. Possiamo rintracciare, fra gli abitanti del Tibulare, il culto di Sant’Erasmo ed è per questo che ci siamo soffermati su di esso.
Le chiese di Sant’Andrea e di San Nicola del Tibulare, di cui nessun resto possiamo ammirare, ma solo indicarne l’ubicazione, risalgono al V secolo dopo Cristo, abitate forse dai monaci Basiliani prima ai Benedettini poi. I Basiliani avevano molti monasteri nel carsolano: da essi dipendeva la vicina “ Cella S. Cosma e in Heleritu”, in Tagliacozzo. Dato che la “Cella S. Cosma e in Heleritu” passò dai Basiliani ai Cassinesi si può ritenere che anche le chiese di San Nicola e Sant’Andrea, passarono ai religiosi di San Benedetto.
Considerando che i Benedettini avevano una particolare venerazione per Sant’Erasmo si può ritenere che quest’ultimi portarono tra i nostri avi il culto del Santo ed anche qualche reliquia.
La chiesa dedicata a Sant’Erasmo venne edificata a San Donato da alcuni abitanti del Tibulare che si erano trasferiti nella nuova località, ritenuta più sicura per la presenza del castello, dopo gli attacchi dei Saraceni che distrussero molti luoghi di culto nella Marsica nel 891.
Una parte degli abitanti rimase nel Tibulare, sia perché affezionati al luogo ed ai loro Santi, sia perché i monaci avevano molti possedimenti, tra cui il bosco e l’ubertosa collina di Sant’Andrea.
L’esistenza della predetta chiesa, viene confermata dalla bolla di Clemente III morto nell’anno 1191. San Donato viene nominato per la prima volta nella bolla del 1188 che enumerava tre chiese in San Donato: la chiesa di Sant’Angelo che sorgeva in alto al di là del castello; la chiesa di San Donato edificata nella località alta del paese che oggi si chiama “Porta”; la chiesa di Sant’Erasmo che sorgeva senza dubbio dove sorge l’attuale anche se in proporzioni minori.
Tale affermazione si basa sull’asimmetricità delle navate laterali e dalla costruzione delle Cappelle che sono tutte di data posteriore all’anno della restaurazione della Chiesa, avvenuta nell’anno 1547 come attestata dall’iscrizione esistente sul frontale della porta della chiesa: “Ianua sum vite ac vite mandata sequentum, in quorum laudem instaurata Erasmi, Petri, Marcellinique simul A.D. MDXLVII die 15 Nov.”


IN PRIMO PIANO

  • Feste e Tradizioni

    Ogni anno la popolazione di San Donato celebra diverse feste religiose. I festeggiamenti hanno inizio nel giorno di Pasquetta con la festa delle “Tre Madonne” e si conclude con la celebrazione della festa di “Santa Maria” la prima domenica di Agosto.

  • La Chiesa

    La chiesa di San Donato, come pure il castello, sono inseriti nelle schede dei Beni Culturali ed Ambientali della provincia dell’Aquila. Classificata come risalente al secolo XI ha facciata cinquecentesca classicheggiante e campanile quadro di impianto romanico-gotico.

  • Il Castello

    Sul crinale del monte che sovrasta San Donato si trovano i resti di un antico castello. Questo rappresenta la più antica testimonianza monumentale del borgo. Si erge a 1171 metri sopra il livello del mare e si presenta oggi difficilmente leggibile a causa del processo di rimboschimento.

  • Il Santo Patrono

    La popolazione di San Donato, degna della tradizione degli avi, ogni anno e precisamente il 2 giungo rende omaggio al suo Santo Protettore. Tale tradizione vuole che di anno in anno un comitato di paesani si impegni ad organizzare i festeggiamenti in onore di Sant’Erasmo.

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